Stradivari a Cremona, e Cozio di Salabue in Monferrato

11 Dic
Antonio Stradivari è nato e vissuto a Cremona (1644-1737)

Antonio Stradivari è nato e vissuto a Cremona (1644-1737)

La notizia diffusa da Tafter il 7 dicembre annuncia: “Il Comitato Intergovernativo UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Immateriale, nel corso della sua settima riunione, ha iscritto il Saper fare tradizionale del violino a Cremona nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’Umanità”.

I grandi liutai della scuola cremonese, i celeberrimi Guarneri del Gesù e Stradivari, realizzarono nei secoli XVII e XVIII violini straordinari, il cui suono è ancora oggi inimitabile. Il segreto della resa armonica di questi strumenti è stato di volta in volta attribuito a segrete vernici, ad alchimie tramandate di padre in figlio, ma anche a elementi occasionali, come i funghi del legno e il trasporto fluviale dei tronchi. In realtà, pare certo, che Stradivari e gli altri maestri cremonesi fossero prima di tutto esperti selezionatori di alberi e legni. Per le tavole armoniche usavano solo abete rosso proveniente dalle foreste trentine di Paneveggio. Sembra che si recassero personalmente nei boschi, per scegliere sul posto gli alberi adatti, piante dalle caratteristiche di compattezza e flessibilità uniche, tuttora studiate e forse dovute al clima di quei secoli (Giovanni Bosco Cannelli , IDASC-ISTITUTO DI ACUSTICA E SENSORISTICA - CNR "Orso Mario Corbino", Roma) - Per i suoi strumenti, Stradivari utilizzava l'acero dei Balcani nella realizzazione del fondo, delle fasce e del manico; l'abete rosso della val di Fiemme per la tavola. La leggenda racconta che egli facesse rotolare i tronchi e che ne ascoltasse il suono per scegliere i migliori. La straordinaria capacità del maestro di “ascoltare” il legno sarebbe però stata aiutata anche da un fattore esterno: la "piccola era glaciale", un periodo caratterizzato da un sensibile abbassamento della temperatura media e da un aumento delle precipitazioni, che interessò l'Europa continentale tra il XIV e la prima metà del XIX secolo (Wikipedia)

I grandi liutai della scuola cremonese, i celeberrimi Guarneri del Gesù e Stradivari, realizzarono nei secoli XVII e XVIII violini straordinari, il cui suono è ancora oggi inimitabile. Il segreto della resa armonica di questi strumenti è stato di volta in volta attribuito a segrete vernici, ad alchimie tramandate di padre in figlio, ma anche a elementi occasionali, come i funghi del legno e il trasporto fluviale dei tronchi. In realtà, pare certo, che Stradivari e gli altri maestri cremonesi fossero prima di tutto esperti selezionatori di alberi e legni. Per le tavole armoniche usavano solo abete rosso proveniente dalle foreste trentine di Paneveggio. Sembra che si recassero personalmente nei boschi, per scegliere sul posto gli alberi adatti, piante dalle caratteristiche di compattezza e flessibilità uniche, tuttora studiate e forse dovute al clima di quei secoli Giovanni Bosco Cannelli, IDASC-ISTITUTO DI ACUSTICA E SENSORISTICA del CNR “Orso Mario Corbino” di Roma – Per i suoi strumenti, Stradivari utilizzava l’acero dei Balcani nella realizzazione del fondo, delle fasce e del manico; l’abete rosso della val di Fiemme per la tavola. La leggenda racconta che egli facesse rotolare i tronchi e che ne ascoltasse il suono per scegliere i migliori. La straordinaria capacità del maestro di “ascoltare” il legno sarebbe però stata aiutata anche da un fattore esterno: la “piccola era glaciale”, un periodo caratterizzato da un sensibile abbassamento della temperatura media e da un aumento delle precipitazioni, che interessò l’Europa continentale tra il XIV e la prima metà del XIX secolo Wikipedia

Casale Monferrato, via Mameli

Casale Monferrato, via Mameli

Nell’apprendere dell’odierno importante riconoscimento, subito ricordiamo che l’arte della liuteria, e proprio la maestria del suo più celebre esponente, il cremonese Stradivari, in Monferrato ha avuto un importante sviluppo grazie alla figura del conte Ignazio Alessandro Cozio di Salabue. Come sottolineato dagli autori del volume dedicato alla sua memoria nel catalogo di Edizioni Il Salabue: “Chiunque si interessi di storia della liuteria sa che il Conte di Salabue ebbe un ruolo determinante nella conservazione e nella promozione dell’antica tradizione liutaria. Se possiamo ammirare gli attrezzi e i disegni utilizzati da Antonio Stradivari, se possiamo avere informazioni determinanti su liutai del passato e sul loro lavoro, soprattutto se oggi possiamo ammirare violini straordinari realizzati in Piemonte, i meriti sono tutti da attribuire ad Ignazio Alessandro Cozio”. Ci sono precise ragioni storiche se oggi, accanto alle figure di Stradivari e dei maestri cremonesi, spiccano quelle di Cozio di Salabue, la cui eredità è stata raccolta da esperti in Monferrato e in tutto il mondo, in particolare l’estimatore americano Brandon Frazier, e di alcuni liutai monferrini e piemontesi…  La storia infatti racconta e spiega che nel Medio Evo il Monferrato fu patria e regno di una dinastia, Aleramica e poi Paleologa, che trasformò i propri castelli in corti, in cui poeti e menestrelli di tutto il mondo erano accolti, benvenuti e “benvoluti”, tributati di onori e riconoscimenti. Una casata che si estinse, confluendo in quella dei mantovani Gonzaga, che con le terre acquisirono e arricchirono anche molti “tesori” del Monferrato, anche il grande patrimonio culturale e musicale che, oggi, è di tutta l’umanità.

Brandon Frazier - Memoirs of a Violin Collector: Count Ignazio Alessandro Cozio di Salabue

Brandon Frazier – Memoirs of a Violin Collector: Count Ignazio Alessandro Cozio di Salabue

Giovanni Accornero, Ivan Epicoco, Eraldo Guerci - Edizioni Il Salabue

Giovanni Accornero, Ivan Epicoco, Eraldo Guerci – Edizioni Il Salabue

Prima importante monografia dedicata ad Annibale Fagnola - Personaggio sicuramente atipico nella propria epoca, fu un artigiano di talento e votato alla professione, con un'interpretazione del tutto personale dei lavori di grandi maestri del Settecento e Ottocento, anche abile nel gestirne gli aspetti più strettamente commerciali, precursore di un modo essenzialmente moderno di concepire il mestiere del liutaio.L'opera, curata da Giovanni Accornero, Ivan Epicoco ed Eraldo Guerci, è stata pubblicata da Edizioni Il Salabue e presentata a Cremona, a Palazzo Fodri, in occasione della mostra di strumenti piemontesi dal titolo "Liutai Piemontesi, fra XIX e XX secolo, da Pressenda a Fagnola".

Personaggio sicuramente atipico nella propria epoca, Annibale Fagnola fu un artigiano di talento e votato alla professione, con un’interpretazione del tutto personale dei lavori di grandi maestri del Settecento e Ottocento, anche abile nel gestirne gli aspetti più strettamente commerciali, precursore di un modo essenzialmente moderno di concepire il mestiere del liutaio. La sua prima monografia, curata da Giovanni Accornero, Ivan Epicoco ed Eraldo Guerci, è stata pubblicata da Edizioni Il Salabue e presentata a Cremona, a Palazzo Fodri, in occasione della mostra  Liutai Piemontesi, fra XIX e XX secolo, da Pressenda a Fagnola.

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