GATTI del e in Monferrato

6 Nov

L FINI - girotondo parade du chatsIl fascino per i felini era un legame che univa Colombotto Rosso a Leonor Fini, di cui LOCANDA DELL’ARTE nel 2010 ha proposto in mostra l’esemplare 199/230 de La Grande Parade des Chats, serie di 60 litografie raccolte in volumi stampati a tiratura limitata da Agori (Paris) il 15 dicembre 1973.

Coinvolto nell’iniziativa, Colombotto Rosso portò in esposizione un paio delle maschere “a gatto” che insieme alla Fini e i loro amici avevano creato per una performance, le proprie celebri raccolte dedicate agli amati felini, Gattomanzia Storie di Gatti, e i volumi con sue opere fotografiche curati e pubblicati da Edizioni Attini.

Nell’allestire la rassegna, LOCANDA DELL’ARTE si ritrovò così nuovamente insieme a Colombotto Rosso, con il quale aveva collaborato per la mostra-evento PINOCCHIO & i suoi compagni d’avventura, la cui Stefania Monsini, che ora ha realizzato foto e grafica per il calendario 2014 IL RIFUGIO DEL GATTO in questi giorni alle stampe e presto in esposizione all’art-hotel, nella mostra dedicata ai felini presentò il reportage “Il gatto quotidiano”.

Alla rassegna nel 2010 si aggregarono molti altri gatti: sia del Monferrato, nei dipinti di Marisa Petocchi, una vicina di casa di Colombotto Rosso – che viveva a Camino, che di altre parti del mondo – i mici “cult” del fenomeno artistico-letterario Emily La Stramba e i felini “pop-graffiti” del sudafricano Richard Scott, arrivato in Italia con le iniziative 2010 FINE ART e AFRICA SALUTES YOU e insieme all’impegno di Nelson Mandela per i Mondiali di calcio di quell’anno.

« Questa mostra è un mosaico – commentò allora Maria Sormani – Le opere in esposizione provengono da due percorsi incrociati: la mia ricerca e le proposte che mi sono venute incontro. Il risultato compone un mosaico, in cui sono incastonati l’arte, il territorio di cui sono diventata parte integrante, l’epoca di cui sono testimone… tanti tasselli della storia della mia vita, nella sua fitta trama di quotidianità ed eventi straordinari. Un’idea semplice, quella di mettere in mostra le litografie di Leonor Fini, si è infatti mostrata un’impresa, in cui la realtà ha superato la fantasia. Come il gatto di Alice nel Paese delle Meraviglie, i gatti di Leonor Fini e degli artisti che l’accompagnano mi hanno condotta a sorprendenti scoperte, ribaltando continuamente programmi e prospettive, “stravolgendomi” in tanti modi. Soprattutto, coinvolgendomi in un fenomenale intreccio di relazioni, nessi e collegamenti con il mondo dei rapporti tra le immagini con le idee, i fatti e le persone di cui sono opera e rappresentazione».

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